Skip to main content

Grazie all’alta efficacia del suo potere idratante questa acqua è utile anche per espellere le scorie metaboliche prodotte durante l’attività fisica: ecco tutto quello che c’è da sapere nella nostra intervista ad una biologa specializzata in integrazione sportiva.

In un precedente articolo del nostro blog abbiamo già parlato dei numerosi benefici dell’acqua alcalina, un’acqua con un pH superiore a 7 che può favorire l’equilibrio acido-base dell’organismo.
Più nel dettaglio, abbiamo analizzato anche l’elevato potere idratante dell’acqua alcalina, che la rende particolarmente consigliata per gli sportivi.

Se sei uno sportivo, saprai che muscoli e tessuti adeguatamente idratati assicurano migliori prestazioni durante l’attività fisica. C’è di più: una corretta idratazione è fondamentale anche per assicurare le funzioni del cervello, al quale durante le prestazioni sportive sono richiesti una particolare abilità cognitiva e il mantenimento di una soglia di attenzione alta.

Quello che non tutti sanno, invece, è che bere adeguatamente (in termini di quantità e qualità) è essenziale anche per garantire migliori tempi di recupero dopo la pratica sportiva. Questa è una fase tutt’altro che trascurabile perché, una volta a riposo, l’organismo ha la necessità di espellere le tossine prodotte durante lo sforzo. Tra queste c’è anche l’acido lattico, responsabile dell’affaticamento e dell’indolenzimento muscolare che si avvertono dopo una prestazione sportiva.

Perché questo avvenga, però, è necessario scegliere con cura l’acqua che si beve perché non tutte le acque sono uguali!

Abbiamo chiesto ad una biologa specializzata in Alimentazione e Integrazione Sportiva, la dottoressa Barbara Garbagnati, di spiegarci perché una corretta idratazione favorisce l’espulsione dell’acido lattico e perché l’acqua di tipo alcalino è di grande validità in questo senso.

dottoressa Barbara Garbagnati

Dottoressa Garbagnati, innanzitutto, cos’è l’acido lattico e quali conseguenze può avere il suo accumulo nell’organismo se non viene correttamente eliminato?

«L’acido lattico è un sottoprodotto del metabolismo anaerobico lattacido, ovvero di quella componente metabolica che avviene in assenza di ossigeno. Viene chiamato anche lattato e rappresenta un composto tossico per le cellule.  Una volta prodotto, infatti, si accumula nel sangue e genera la fatica muscolare».

Su quali basi scientifiche si fonda la riconosciuta efficacia dell’acqua alcalina nella riduzione degli effetti dell’acido lattico?

«Iniziamo col dire che l’acqua alcalina garantisce una maggiore idratazione dell’organismo e migliora la resistenza del corpo allo sforzo fisico. Quanto agli effetti sulla riduzione dell’acido lattico, il “segreto” è nel suo pH di poco superiore a 7 (quindi basico, che è il contrario di acido) fondamentale per garantire il corretto equilibrio acido-base dell’organismo».

Come avviene questo processo?

«L’acqua alcalina si comporta facendo da tampone rispetto alla condizione di acidità che si crea nell’organismo quando i muscoli, sotto sforzo, producono acido lattico. Mi spiego meglio: l’acido lattico produce ioni idrogeno, che sono dannosi per il fisico perché generano intossicazione muscolare e fanno virare il pH dell’organismo verso l’acidità; l’acqua alcalina, invece, tende a riportare in equilibrio il rapporto acido-base grazie ai suoi ioni idrossido, gruppi funzionali formati da una molecola di idrogeno e una molecola di ossigeno responsabili della basicità di un composto. Il risultato finale di questo processo è che le concentrazioni di acido lattico diminuiscono perché si ha un buon bilanciamento degli ioni liberi».

acqua alcalina recupero muscolare

Tutto ciò in quali benefici si traduce per gli sportivi, sia sul recupero muscolare che sulle prestazioni successive?

«Abbassando la concentrazione dell’acido lattico si favoriscono il recupero muscolare e la riparazione delle fibre muscolari che normalmente si rompono durante l’attività fisica. Inoltre, aumentare la resistenza all’acido lattico garantisce anche una miglior performance poiché pone i muscoli nella condizione di massimizzare lo sforzo».

Dottoressa, sappiamo che il fabbisogno idrico degli sportivi può essere maggiore rispetto allo standard comune fissato in almeno 2 litri di acqua da bere ogni giorno. Quanto e quando è importante bere per garantirsi migliori performances in campo e scongiurare il rischio di disidratazione?

«La regola generale è quella di bere 1 litro di acqua ogni 25 kg di peso corporeo in condizione di normalità, cioè quando l’organismo non è sotto sforzo. Quando facciamo sport, invece, il fabbisogno idrico del corpo cresce ed è necessario aumentare questa quantità di circa il 10%. Ci sono naturalmente delle variabili da considerare: – il tipo di sport praticato – la frequenza degli allenamenti – l’intensità degli allenamenti Per intenderci: un maratoneta dovrà idratarsi maggiormente rispetto ad un velocista. In ogni caso, è sempre consigliato distribuire la quantità d’acqua durante tutta la giornata, prevedendo di berne una porzione anche durante l’attività fisica. Sicuramente è molto importante bere nel post-allenamento per reintegrare il carico di sali minerali».

SCOPRI ALKA2O SPORT

One Comment

Lascia un commento