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L’acqua alcalina, grazie alla sua particolare composizione chimica, funge da antiossidante naturale poiché contrasta gli effetti dei radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cellulare e di alcune patologie ad esso legate.

È ampiamente noto che bere ogni giorno la giusta quantità di acqua (in proporzione al proprio fabbisogno idrico) è fondamentale per assicurare all’organismo tutte le sue funzioni. In generale, la quantità minima raccomandata è di 2 litri di acqua al giorno ma questa può essere di gran lunga maggiore a seconda delle esigenze specifiche di ciascuno.

Queste, infatti, possono variare in particolari momenti della vita in cui ci sono dei cambiamenti ormonali fisiologici (come in gravidanza, in allattamento e in menopausa per esempio) o in determinate condizioni come la pratica di attività sportiva intensa.

Quando si pratica sport è necessario idratarsi in modo adeguato per contrastare il rischio di disidratazione ma anche per favorire l’eliminazione dell’acido lattico, lo sapevi?

Abbiamo già parlato dei benefici dell’acqua alcalina per la salute e il benessere dell’organismo ma oggi vogliamo soffermarci su un aspetto, in particolare, ancora poco conosciuto: il potere antiossidante dell’acqua alcalina.

Se vuoi informarti meglio continua a leggere questo post: abbiamo chiesto per te tutto ciò che è bene sapere ad una biologa specializzata in Alimentazione e Integrazione Sportiva, la dottoressa Barbara Garbagnati.

Ma prima un paio di precisazioni…

radicali liberi

Cosa sono gli antiossidanti?

A causa dei ritmi sempre più frenetici della vita moderna e della conseguente adozione di stili di vita spesso scorretti, oggi si parla sempre più di antiossidanti. Si tratta di sostanze in grado di contrastare i processi di ossidazione da cui -per effetto di reazioni metaboliche dovute a fattori ambientali, stress, fumo, alcol e esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti- si formano i radicali liberi.

Questi ultimi possono essere responsabili di:

  • invecchiamento cellulare
  • malattie cardiovascolari
  • malattie neurodegenerative
  • tumori

Molti antiossidanti naturali sono contenuti in alcuni alimenti, i cosiddetti “cibi anti-invecchiamento”: cereali integrali, frutti rossi, olio extravergine di oliva, pesce, ortaggi colorati. Com’è noto, quando l’alimentazione non basta, si sopperisce ai propri fabbisogni con l’assunzione di integratori alimentari.

cibi antiossidanti

Quello che non tutti sano, però, è che anche l’acqua (purché risponda a determinati requisiti-) è un potente antiossidante naturale. Ce lo spiega la dottoressa Barbara Garbagnati, biologa con una specializzazione, tra le tante, proprio in Alimentazione.

Prima però una precisazione: per vantare effetti antiossidanti, l’acqua deve essere alcalina. Cosa vuol dire?

Cos’è l’acqua alcalina

L’acqua alcalina si caratterizza per avere un pH superiore a 7 (e in genere non maggiore di 9) che la rende, per l’appunto, alcalina. Questo termine rimanda al parametro chimico che misura il grado di basicità (il contrario di acidità) di una sostanza. L’acqua alcalina, pertanto, contrasta l’acidosi metabolica dovuta ad un eccesso di acidi nell’organismo e, in questo senso, può favorire l’equilibrio acido-base dell’organismo.

Questo tipo di acqua, prodotta per osmosi, è arricchita di sali minerali ed è del tutto priva di metalli pesanti. La sua principale caratteristica è la leggerezza, che le consente di svolgere un’azione idratante di grande efficacia su cellule e tessuti senza sovraccaricare i reni.

Lo sapevi che puoi produrre acqua alcalina di qualità direttamente in casa tua?

Dottoressa Garbagnati, perché l’acqua alcalina ha un potere antiossidante?

«L’acqua alcalina favorisce la metabolizzazione dei nutrienti e l’espulsione delle tossine grazie ad una reazione chiamata “effetto tampone”. In questo modo contribuisce all’eliminazione delle molecole di scarto dei processi ossidativi, ovvero i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cellulare».

In che modo l’acqua alcalina riesce a svolgere questa azione?

«Il potere antiossidante dell’acqua alcalina è dato dalla presenza di gruppi ossidrile, che sono i principali responsabili della basicità dell’acqua. I gruppi ossidrile sono anche responsabili dell’effetto tampone sulle tossine di cui abbiamo appena parlato che, al contrario, favoriscono la produzione di acidi dannosi per la salute. Diciamo che la presenza di questi ioni conferisce all’acqua la capacità di influire sull’equilibrio acido-base del nostro organismo, che poi è la chiave di tutto».

antiossidante naturale
Quindi l’acqua alcalina si può considerare un antiossidante naturale a tutti gli effetti?

«Il potenziale ossido-riduttivo degli antiossidanti si misura attraverso il coefficiente ORP (Oxidation Reduction Potential). Gli antiossidanti naturali, come il coenzima Q, hanno un ORP negativo. Lo stesso vale anche per questo tipo di acqua quindi possiamo affermare che l’acqua alcalina può essere considerata un antiossidante naturale».

Cosa vuol dire che l’acqua alcalina svolge un’azione antiossidante? Cioè, in concreto, che meccanismi aziona nell’organismo per contrastare i radicali liberi?

«La prima cosa da dire è che l’acqua alcalina, grazie ai cluster (cioè i gruppi molecolari) più piccoli, ha una forte azione idratante e questo già di per sé ne aumenta il potere antiossidante. Questo si esplica sull’organismo attraverso due processi fondamentali: la depurazione e la disintossicazione. L’acqua alcalina, però, vanta in più la possibilità di donare elettroni ai radicali liberi: questa condizione li stabilizza e li “neutralizza”. Per questo motivo il tipo di acqua di cui parliamo si comporta come un antiossidante».

Perché i radicali liberi sono tanto dannosi per l’organismo?

«I radicali liberi si caratterizzano per il fatto di avere un elettrone spaiato e quindi sono molecole altamente instabili da un punto di vista elettronico. Per questo motivo tendono a portarsi in equilibrio “rubando” l’elettrone mancante alle molecole vicine. La conseguenza è una situazione di continua instabilità. Tutto questo genera un effetto a catena il cui ultimo atto è, purtroppo, il danno tissutale».

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